Distanziare i semi - 29. aprile 2021

Anche le piante hanno bisogno di uno spazio personale o, in altre parole, di sufficiente spazio per poter crescere. Se ben distanziate, avranno infatti abbastanza luce, acqua e nutrienti per il loro corretto sviluppo. Distanziando i semi, riduciamo anche il rischio di malattie fungine, in quanto una buona aerazione del fogliame permette di ridurre l’umidità.

Domanda: perché non fare semplicemente delle semine meno fitte?

Anche con degli eccellenti tassi di germogliazione in laboratorio, nella pratica, certi semi si sviluppano meno regolarmente di altri. Ciò provocherà dei grossi spazi nella nostra coltivazione, riducendo il raccolto e dando più spazio alle “erbacce”. È più semplice quindi seminare in maniera più fitta e diradare eventualmente in seguito.

Quando?

Diradando troppo tardi, si possono danneggiare le nostre colture: più le piante sono grandi, più ci sono possibilità che le loro radici si intreccino e strappandole si danneggino anche le piante vicine. In generale, si distanziano i semi quando le piante sono di 5-7 cm, e quando hanno già alcune foglie. È meglio inoltre, farlo la sera, in modo che le piante che resteranno non subiscano anche lo stress del sole.

Come?

Una semina troppo fitta viene sfoltita strappando delicatamente le piante intermedie per creare gli spazi desiderati. Si può facilitare il compito annaffiando leggermente il terreno. Attenzione a non danneggiare le altre piante, soprattutto se si tratta di tuberi.

Distanze

Ogni varietà ha dei bisogni specifici. La regola di base: sono necessari circa 5 cm tra ogni pianta. Di seguito qualche indicazione per gli ortaggi più comuni:

  • Barbabietole da insalata (da 8 a 10 cm di distanza)
  • Carote (da 5 a 8 cm)
  • Lattuga (da 45 a 60 cm)
  • Cipolle (da 8 a 12 cm)
  • Pastinaca (da 8 a 15 cm)
  • Ravanelli (da 5 a 8 cm)
  • Rape (20 cm)
  • Spinaci (da 5 a 15 cm)
  • Navoni (da 5 a 10 cm)